Ho vent’anni e occhi troppo grandi.

Credo nella rivoluzione fatta con la parole,

per me dire viene prima di fare ma anche dopo e durante,

quindi è indispensabile comunicare.

Ho paura dei silenzi,

sono grandi stanze vuote che mi affretto ad arredare,

non so abitare altrove.

Scrivo spesso

quando vorrei urlare.

58 pensieri su “Ho vent’anni e occhi troppo grandi.

  1. Non ho mai temuto il silenzio mio, piuttosto ho temuto quello degli altri..C’è stato un tempo che dovevo dire e scrivevo spesso. Poi qualcosa dentro me è’ cambiato… é nata la necessità di fare… e scrivo molto meno. Resta il fatto che le parole hanno grande fascino ..
    Un abbracio
    Ars

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  2. A volte i silenzi valgono più di mille parole. Molte volte, in molte situazioni, invece di spendere parole inutilmente, preferisco stare in silenzio.

    C’era il personaggio di Zio Nicola nella commedia “Le voci di dentro” di E. De Filippo che diceva . Forse non aveva tutti i torti.

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  3. Se ti sfioro curioso
    lo faccio in silenzio
    per non coprire
    il tuo grido.
    Ma qui
    su questo palcoscenico
    dovremmo recitare
    il canovaccio vero
    dentro una sintassi
    diversa
    raccolta
    rispettata
    attenta.
    Se ti sfioro è solo un
    attimo
    poi ti attraverso.
    Se non sono più lo stesso
    mi hai parlato-

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  4. Ho letto. E ho quasi pensato di aver scritto io.
    Che sensazione strana.
    Io di anni ne ho qualcuno in più in realtà ne ho 14 in più, eppure mi capita ancora a volte di scrivere per disperazione.
    Ma mai troppa e mai troppo acuta che le parole meritano trame e non ragnatele.
    Il silenzio non è un granché ma a volte serve a prendere le misure al resto.
    (Alcune parole non sono dialoghi ma solo frastuono. E’ di quelli che avrei più paura).
    Torno a leggerti, è un bel leggere. Gitti

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  5. Le parole sono necessarie per comunicare e per conoscersi. Sono i nostri biglietti da visita ed il modo di rapportarci col mondo. Ma ci sono situazioni e persone con cui le parole non servono ed i silenzi, in quel caso, possono appagarci più di qualsiasi parola o ferirci profondamente…

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  6. Il silenzio è una dimensione che ognuno vive, percepisce e sente in modo diverso e sempre univoco. E’ un movimento che cambia comtinuamente…
    Io lo percepisco come una realtà mai assoluta: i pensieri lo soffocano, il respiro lo accompagna e lo culla…
    Il tuo modo di viverlo è interessante, denota il tuo periodo di inquietudine da immobilità (attribuita ad esso).
    In verità, le parole sanno fare tantissima compagnìa ed aiutano anche a musicalizzare alcune emozioni, quelle sintetizzabili in esse.
    Un caro saluto e benvenuta nella mia barca (senza remi), che muove con ondate di parole.
    Ciao da Brigida.

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